Partire da uno studio preventivo ma soprattutto consultare chi vi abita per comprendere quali personaggi sono riconosciuti come significativi nel quartiere; mettersi in contatto con loro, fotografarli per ingrandirne la sagoma sui piloni e intervistarli; coinvolgere chi è attivo sul territorio e chiedergli di divenire a sua volta custode della memoria collettiva attraverso uno scatto in posa; farsi supportare da associazioni, scuole e centri culturali per collezionare i ricordi di quante più persone possibili. Tutto questo è (stato) Vuoti di Memoria, un continuo scambio, incontro e confronto; una partecipazione in aumento ogni giorno; un passaparola crescente. E, sebbene nei tre mesi a disposizione il murale non sia stato completato come da programma, senza l’aiuto di tanti non saremmo riusciti ad arrivare nemmeno fino a qui. È dunque giunto il momento dei ringraziamenti… temporanei: a breve si riparte e l’elenco potrebbe ancora ampliarsi.

Comincerei dai primi che ci hanno accolto, indirizzato e supportato: Sergio Tosoni, Loris Antonelli, Salvatore Salmeri, Giordano e Alessandro Luparelli, Peppetto e Giovanna Colamussi. Grazie per averci fornito spunti, contatti, per il costante appoggio. Per la rete di relazione che ci avete aiutato a tessere, per la disponibilità e l’attenzione.

Il murale, però, senza una buona logistica non sarebbe potuto neanche partire: studio, casa e magazzino sono stati doni preziosi, fondamentali per concentrare tempi e energie. Grazie Sergione Santangelo per l’entusiasmo e la generosità. E, ancora, Sergio Tosoni per la “sala posa”. Aggiungerei in testa anche gli sponsor veri e propri: denaro e colori, in un progetto autofinanziato, sono stati provvidenziali. Ad aderire immediatamente il sempre attivo sul territorio e appena menzionato Sergione Santangelo, seguito dalla Sigma Coatings Italia e, infine, da Carlo Carra.

Siamo davvero grati a tutti coloro che ci hanno letteralmente spalancato le porte delle loro sedi e abitazioni. E che hanno accettato di buon grado di diventare testimoni di questa singolare storia da ricostruire e tramandare. In ordine di incontro: Daniele Miglio e Ada Giacopetti; Alberto Santangeli; Vanda Prosperi; Fabrizio, Dario, Umberto, Lorenza, Silvano e Wulaba, i pugili della Quadraro Gym; Ugo, Paolo, Simone, Federico, Viviana, Anna e Emanuele di La Locanda dei Girasoli; Ninetto Davoli; il Maestro Francesco Giannelli e tutto il QuadraCoro; Gino Scarano; don Roberto Sardelli; Malu, Matteo, Gini e Valeria della Murga Los Adoquines de Spartaco; Francesca Stotani e Claudia Costa della Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo; Angelo Nazio; Luciano Muratori; Giancarlo De Sisti. Le sagome di molti di loro ci sorvegliano e sorveglieranno dall’alto dei piloni della stazione della metro per ricordarci l’importanza della custodia e della condivisione della (propria) memoria.

Come già sapete, oltre ai 20 personaggi simbolo, l’intero ambiente è pensato per essere un racconto corale del Quadraro. Centinaia di persone ci hanno lasciato il loro ricordo: chi spontaneamente affacciandosi nella metro, chi invece coinvolto in appositi laboratori realizzati col contributo di Associazioni e scuole. Procedendo sempre in ordine cronologico, grazie agli sforzi del Csoa Spartaco; della Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo; di Nicola Porcelli con l’Anpi Cinecittà-Quadraro Nido di Vespe; di Lorenzo Paglione e Eccoci – Empatia Cultura COnoscenza Comunità Integrazione; di Loris Antonelli che ha inserito un fuoriprogramma durante il Q44 e le “memorie di strada” a cura dell’Associazione Via Libera. Grazie alla maestra Marisa Madera per l’accesso all’Istituto Comprensivo Laparelli; a Claudio Siena e Francesco Greco dell’Associazione Culturale Enrico Berlinguer, Circolo Alberto Menichelli; a Egilda e le donne di Lucha y Siesta; a Marianna che si è fatta carico di raccogliere tutte le storie del QuadraCoro.

Molti poi si son dati da fare in mille modi: Tina Loiodice con preziosi consigli; Enrico Pagliasso è stato il primissimo contatto col quartiere; Donatella D’angelo e Paolo Guerra ci hanno subito dato fiducia e aperto la Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo; Giulia Fiocca ci ha fatto conoscere don Sardelli e ci ha svelato il suo importante archivio; Andrea Biavati ci ha insegnato a lavorare su InDesign progettando i pannelli esplicativi. Nicola Porcelli e Salvatore Salmeri ci hanno aiutato con parte del materiale iconografico; e Ivano Di Carlo ci sta supportando nelle ricerche storiche. Abbiamo avuto anche l’onore di aderire al Q44 – Festival della Memoria e della Resistenza al Quadraro 2018: grazie al Csoa Spartaco e al QuadraCoro per l’ospitalità.

Fondamentali sono stati le ragazze e i ragazzi del Liceo Artistico G.C.Argan con la prof.ssa Patrizia Cappabianca e del Liceo Artistico Frammartino di Monterotondo. Presenti sia in fase di realizzazione e intaglio stencil che di messa in opera nella metro. Bravi!

Ma soprattutto i collaboratori fissi: Jolena Ceschel nel coordinamento del progetto assieme a Carlotta Monteverde; la Takeawaygallery e Stefano Esposito; Claudia Lodolo al backstage video; Michele Lupo al web e graphic design; Bianca Spagnuolo con i laboratori; Raffaella Tommasi come assistente; Domenico Campisano, che ha documentato il work in progress.

Grazie al Municipio VII e Atac, a Lamberto Funghi, Domenico Menna, Simone Pelosi e Massimiliano Pirandola, e ai gentilissimi lavoratori Atac (Eros e Cristiana per primi) che abbiamo incontrato ogni giorno.

Molti nomi sono ripetuti più volte; alcuni sicuramente ci sono sfuggiti. Grazie a tutti coloro che sono passati anche per un caffè. Ci rivediamo a giugno!

Ugo Spagnuolo